Da quando è nata, nel 2002, l’Associazione Culturale BALDOfestival si è sempre caratterizzata per l’aver voluto proporre come collocazione dei propri eventi dei luoghi insoliti, sicuramente non nati per quella particolare iniziativa, ma che da proprio da questa, acquisendo una luce nuova, sarebbero stati nuovamente valorizzati.

Infatti quando nel 2003 decidemmo di “riaprire” la Fabbrica Cometti e di trasformarla da luogo di lavoro a luogo di svago, collocando al suo interno una mostra d’arte, dei laboratori e delle attività didattiche per ragazzi, uno spazio per concerti e altro ancora, la scommessa sembrava un po’ azzardata. Il luogo presentava non pochi problemi che ci hanno impegnato in lunghe ma proficue discussioni con un notevole impegno sia dal punto di vista economico che lavorativo. Ma sicuramente il risultato ne è valsa la pena! Lusinghieri sono stati gli apprezzamenti delle numerose persone che vi sono passate.

Altra importante scommessa è stata quella della Valle del Tasso. Questo sito, già affascinante di per sé, era stato col passare degli anni un po’ abbandonato: solo poche persone lo frequentavano. Ma grazie al nostro interessamento e alla fattiva collaborazione del Servizio Forestale i sentieri sono stati riaperti e messi in sicurezza. Da allora, con scadenza biennale, questo piccolo canyon ospita una mostra che è andata via via crescendo sia nel numero di opere presentate che nell’importanza degli artisti che vi partecipano.

Un terzo luogo che ci piace ricordare come ri-scoperta è una cava di pietra abbandonata nel territorio di Rivoli Veronese, vicino alla Rocca: un vero e proprio anfiteatro all’aperto, racchiuso tra lisce pareti di roccia bianca, a picco sulla Val d’Adige, che giochi di luce e scenografie particolari hanno trasformato in un luogo diverso, in un vero e proprio teatro che ha ospitato, nel luglio 2009, due splendide serate di concerti e performance artistiche.

Ce ne sarebbero molti altri di questi siti riscoperti e portati “sotto la luce dei riflettori”: il sentiero dell’amore a Ferrara di monte Baldo, la corte Raisa a Pazzon, la chiesetta di san Michele a Gaium o il cortile di quella di Braga e… altri ancora, ma diventerebbe troppo lungo citarli tutti. Bisogna però forse ricordare ancora, in particolare, la trasformazione della piazza di Pazzon, quando gli architetti e gli artisti di BALDOfestival l'hanno, nel 2007, resa una piccola grande opera d'arte.

Sicuramente non finirà con questi: la vocazione di “ri-scoprire” non ci ha certo abbandonato e anche per le prossime manifestazioni sapremo trovare dei luoghi diversi per trasformarli “in altro”, in qualcosa di nuovo.

Una delle anime di BALDOfestival, senza dubbio, è stata da sempre quella teatrale. Nella sua storia questa associazione ha saputo proporre moltissimi e vari spettacoli, toccando generi anche molto diversi per offrire un panorama il più vasto possibile. Molti sono gli spettacoli proposti al pubblico, in molte occasioni diverse.

Teatro in teatro, qualche volta, ma anche teatro nei fienili, in cava, nelle chiese, nelle case, nei giardini: la continua ricerca di nuove forme e di nuovi luoghi ha caratterizzato le rassegne di BALDOfestival che ha messo in scena, e continua a farlo, spettacoli sempre nuovi, contattando nuovi artisti e sperimentando occasioni peformative originali.

In particolare, da alcuni anni BALDOfeestival organizza la rassegna HOMEteatro che vuole trasformare le case, luoghi privati per eccellenza, in spazi teatrali, nei quali è lo spettacolo, e l'artista, ad entrare quasi in punta di piedi. Il salotto, la cucina, si trasformano, e si crea un qualcosa di nuovo e coinvolgente.

 

Ma non solo: molti sono anche gli spettacoli teatrali autoprodotti.

 

Le produzioni teatrali di BALDOfestival

Nell'organizzare questi eventi non si è voluto perdere di vista il territorio del Baldo-Garda: proprio da questa volontà di valorizzare i luoghi in cui viviamo, con la loro storia, la loro cultura e, perché no, le loro leggende sono nate alcune delle produzioni teatrali, proprie di BALDOfestival, di più ampio respiro e di maggior successo.

Una prima esperienza: i "Malsalé de Pesena", la storia turbolenta della comunità di questa frazione di Caprino, che leggenda vuole maledetta dal Barbarossa. Su un testo di Costanza Savini e per la regia di Rino Condercuri, la realizzazione di questo spettacolo teatrale, pensato per una grande rappresentazione all'aperto, ha coinvolto da vicino la gente che ha partecipato in massa alla sua preparazione, sia recitando che allestendo costumi e scenografie. Con i "Malsalé", insomma, non si è semplicemente parlato di una comunità, ma si è fatto sì che quella stessa si raccontasse, rappresentando le proprie storie.

Ma non è finita qui: un'altra storia locale è diventata teatro con la "Castellana di Rivoli", che ha preso vita su un testo che la stessa Costanza Savini ha adattato dall'omonimo romanzo di Osvaldo Perini. Con la regia di Rino Condercuri, oltre 10 attori e più di 60 tra comparse, firguranti e collaboratori hanno portato in scena un pezzo di storia (romanzata) del Medioevo locale. E, come spesso accade con BALDOfestival, in un setting "FuoriLuogo": il Forte di Rivoli è diventato scenario naturale per quest'esperienza di teatro popolare.

Poi, l'indimenticabile "Ratto della Cometti", monologo recitato da Beatrice Zuin e scritto da Renzo Segala che prende le mosse e l'ispirazione dalla ricerca svolta da BALDOfestival Donna su questa fabbrica così importante per la storia di Caprino visto che ha ospitato, e occupato, membri di tante famiglie, forse quasi di tutte. In questo caso la dimensione comunitaria del teatro riviveva nella riattualizzazione di una memoria comune, fatta dei tanti episodi legati ad un luogo, la fabbrica, parte di tante vite, e che tanto è ancora raccontato e ricordato.

"Sentieri nell'Arte" è una mostra di arte ambientale, svolta a cadenza biennale nella vallata del torrente Tasso nel comune di Caprino V.se (partenza da loc. Pazzon - arrivo a loc. Porcino)

Si potrebbe fare un elenco dettagliato di eventi ed artisti che si sono succeduti a partire dal lontano settembre 2002, sfogliare pagina dopo pagina un voluminoso catalogo, ma richiamiamo solo le principali proposte idee di questa invenzione.

Circa dieci anni fa l’alveo del Tasso ed il bosco circostante sono stati risistemati dal Servizio Forestale dopo un lungo periodo di trascuratezza ed affidati, per averne cura, agli studenti della scuola elementare di Pazzon. Il compito di mantenere vivo l’interesse per quel luogo, tramite BALDOfestival, è stato poi consegnato all’arte. Con cadenza biennale, dal 2002, alcuni artisti hanno proposto modi diversi di leggere la Valle del Tasso, integrando e compenetrando l’espressione artistica con gli alberi, i prati, le erbe, i fiori che arredano il corso d’acqua.

 

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BALDOfestival, fin dalle sue origini, ha rivolto attenzione all’arte, all’arte contemporanea in particolare, come modalità di conoscenza ed interpretazione della realtà.

Forse l'attività principale legata a questo ambito è l'oramai consolidato appuntamento con la Biennale di Arte Ambientale "Sentieri nell'Arte" nell'alveo deo Torrente Tasso che fa sì che questo splendido luogo naturale sia re-inventato trasformandosi in un museo a cielo aperto.

Ma anche altri luoghi sono stati re-inventati, negli anni, per dare vita a performance ed installazioni: i capannoni della dismessa fabbrica Cometti, risorta come “Fabbrica delle idee” nel 2003, Palazzo Carlotti, con la sua facciata, il giardino, il portico, nell’edizione del 2004 centrata sulle performances artistiche e, fuori dal territorio di Caprino, Forte Wohlgemuth a Rivoli Veronese, spuntato nell’estate del 2005 come fiore profumato nella Val D’Adige, e ancora i vicoli e i cortili di Pazzon, rivestiti di scritte di luce, “fino a qui tutto bene”, nel 2007.

In una materia evanescente come l’arte, costante è stata la proposta di un tema, di una traccia, che ancorasse la creatività degli artisti ad una realtà territoriale ed a significati vitali per ogni uomo. Ricordo, fra i temi, “Per fumum. L’essenza delle cose”, a Forte Wolhgemuth, dove gli artisti erano chiamati ad evocare i profumi dell’esistenza,  ed ancora “La fabbrica delle idee”, che ha valorizzato il vivere quotidiano in uno spazio fortemente connotato dalla vita e dal lavoro di ieri, solo per citarne alcuni.

Nelle varie edizioni, BALDOfestival... arte ha coagulato attorno a sé un gruppo di artisti, tra cui moltissimi giovani, affermati e da valorizzare, che si sono più volte riproposti, costruendo legami fra loro, con i luoghi, con gli abitanti dei luoghi, con il pubblico dei visitatori.

A partire dal 2013 è iniziata, in campo artistico, una collaborazione con la scuola primaria di Pazzon con il progetto "Piccole sculture crescono" che ha lo scopo di avvicinare gli alunni ai nuovi linguaggi dell’arte contemporanea. Alcuni artisti, insieme ai bambini, progettano e realizzano un’opera da collocare nella Valle del Tasso

Il pubblico negli anni si è selezionato, ha costruito aspettative, curiosità, desiderio di nuove scoperte, richiedendo l'attivazione di nuove proposte che sono oggi in corso. In particolare:

Andar… per mostre: un’iniziativa volta ad accompagnare un pubblico di appassionati ad ammirare mostre, musei e siti di interesse storico/artistico. Annualmente viene elaborato con la prof.ssa Nadia Melotti, consulente in campo artistico dell’associazione BALDOfestival, un calendario di uscite mensili alla scoperta di Esposizioni significative e di palazzi, chiese, edifici che rappresentino esempi significativi dal punto di vista artistico o architettonico.

Conversazioni sull’arte: un percorso nella storia dell’arte diverso e dinamico capace di affrontare, attraverso differenti tematiche, le innumerevoli ricerche estetiche realizzate da importanti artisti tra l’800 e il ‘900. Gli incontri vengono proposti come conversazioni che attraverso l’arte scorrono la vita e ci stimolano a condividerla

 

 

 

All’interno dell’Associazione Culturale BALDOfestival si è costituito nel 2005 un Comitato di Pari Opportunità denominato BALDOfestival Donna che ha come finalità principale quella di portare l’attenzione sulle politiche femminili e sulla promozione di eventi per affrontare la questione di genere sotto vari aspetti.

In questi anni BALDOfestival Donna attraverso dibattiti, presentazione di libri, mostre fotografiche, film e spettacoli musicali e teatrali ha cercato di porre l’attenzione sul mondo delle donne e di rivalutarne il ruolo di protagoniste nei cambiamenti sociali.

Diversi aspetti sono stati toccati nei vari eventi: i lavori femminili tanto diversi, precari ma insostituibili, la lunga strada verso la parità e i diritti, il coraggio delle donne nella lotta partigiana, le migrazioni di ieri e di oggi, il grande problema della violenza.

Ciò che ha caratterizzato l’impegno di BALDOfestival Donna su alcuni di questi problemi è il fatto di averli legati alle vicende della nostra zona. La ricerca sul lavoro delle donne ad esempio, si è focalizzato in particolare sul nostro territorio, con un occhio di riguardo alla ditta “Molveno-Cometti” concludendosi con la realizzazione del libro “Storie di donne, storie di vite” che ha recuperato e raccolto le memorie e i ricordi delle donne che hanno lavorato all’interno della fabbrica e a domicilio, le loro esperienze di lavoro, di figlie e di madri. Esperienze che rimangono come eredità per il futuro. L'intero lavoro di documentazione e ricerca è stato svolto da BALDOfestival Donna, che ha potuto avvalersi della collaborazione di una ricercatrice dell'Università di Verona, Maria Luisa Magagnotti.

Anche la presentazione del libro “Donne partigiane” di Valentina Catania, che è stata accompagnata dalle testimonianze dirette delle staffette partigiane che hanno combattuto sul Baldo, testimonia la volontà, e la capacità, di legare la grande storia a quella, solo all'apparenza più piccola, dei nostri luoghi; ancora, durante la mostra fotografica “Balie italiane e badanti straniere” i racconti di donne che un tempo erano emigrate in cerca di lavoro e di donne che ora sono venute nel nostro Paese hanno saputo legare cambiamenti sociali a volte epocali ai volti ed alla voce della "gente di qui".

Sono stati questi tutti momenti molto coinvolgenti, toccanti e partecipati: infatti non si tratta mai soltanto della "questione femminile", ma a ben guardare queste storie di vita riguardano tutti, e anche molto da vicino. Forse per questo BALDOfestival Donna ha saputo entrare davvero negli animi del suo pubblico.