Cenni naturalistici

Raffello Boni, Legambiente

 

Il luogo più affascinante dell’intero corso dell’Adige è sicuramente la parte finale del solco atesino dove, con una doppia curva, il fiume si incunea fra due alte pareti di roccia formando quello splendido canyon che è la Chiusa di Ceraino.

Una stretta fessura modellata dall’azione glaciale segna il confine tra il tratto alpino e quello padano.

Un luogo magico, ricco di storia e di valori naturalistici ed ambientali, tanto da essere stato dichiarato “Sito di importanza comunitaria” (SIC).

La naturalità di questo tratto di fiume può essere considerata discreta e risente ovviamente, soprattutto per quanto riguarda la comunità di macroinvertebrati e pesci, dell’intervento dell’uomo sull’intero bacino idrografico: inquinamento, escavazione in alveo, sottrazione idrica…

I pesci più comuni sono rappresentati dai Ciprinidi comprendenti la carpa, la tinca e il luccio. Sono presenti anche alcuni Salmonidi del genere Trutta grazie soprattutto alle ripetute immissioni finalizzate alla pesca.

Esemplari di pioppi e salici popolano la fascia riparia che ospita rettili, anfibi ed uccelli tipici di questo ambiente.

Più legati all’acqua sono il gabbiano comune e le ballerine. Negli ultimi anni è comparso anche l’airone cenerino.

In piccole rientranze della parte rocciosa vegeta qualche esemplare di leccio, una pianta legata ad ambienti più caldi che trova nell’area gardesana e in questo tratto della Valle atesina il limite massimo di espansione verso nord.

Dall’alto di questa stretta gola è interessante osservare, nei mesi estivi, le evoluzioni dei rondoni a caccia di insetti, il volo lento del nibbio bruno o lo spirito santo del nibbio. Rari gli avvistamenti del picchio muraiolo, del codirosso e del passero solitario.

Di grande pregio le presenze vegetazionali, floristiche e faunistiche delle colline moreniche soprastanti la Chiusa di Ceraino e l’abitato di Gaium. È possibile raggiungerle dal basso percorrendo a piedi o in bicicletta un antico percorso lungo il quale è possibile ammirare, nel periodo primaverile, la splendida fioritura di numerose specie di orchidee, alcuni delle quali molto rare.

La volpe, il tasso, la faina, il ghiro e qualche capriolo vivono in questi boschi di roverella, frassino, carpino nero e albero di Giuda. Nella antiche cave e sui prati aridi volano decine di specie di farfalle ed un raro e bellissimo Ascolafide dalle ali gialle e nere simili ad una libellula ad indicare un ambiente di incomparabile bellezza e di grande importanza per la salvaguardia della biodiversità.