Una delle anime di BALDOfestival, senza dubbio, è stata da sempre quella teatrale. Nella sua storia questa associazione ha saputo proporre moltissimi e vari spettacoli, toccando generi anche molto diversi per offrire un panorama il più vasto possibile. Molti sono gli spettacoli proposti al pubblico, in molte occasioni diverse.

Teatro in teatro, qualche volta, ma anche teatro nei fienili, in cava, nelle chiese, nelle case, nei giardini: la continua ricerca di nuove forme e di nuovi luoghi ha caratterizzato le rassegne di BALDOfestival che ha messo in scena, e continua a farlo, spettacoli sempre nuovi, contattando nuovi artisti e sperimentando occasioni peformative originali.

In particolare, da alcuni anni BALDOfeestival organizza la rassegna HOMEteatro che vuole trasformare le case, luoghi privati per eccellenza, in spazi teatrali, nei quali è lo spettacolo, e l'artista, ad entrare quasi in punta di piedi. Il salotto, la cucina, si trasformano, e si crea un qualcosa di nuovo e coinvolgente.

 

Ma non solo: molti sono anche gli spettacoli teatrali autoprodotti.

 

Le produzioni teatrali di BALDOfestival

Nell'organizzare questi eventi non si è voluto perdere di vista il territorio del Baldo-Garda: proprio da questa volontà di valorizzare i luoghi in cui viviamo, con la loro storia, la loro cultura e, perché no, le loro leggende sono nate alcune delle produzioni teatrali, proprie di BALDOfestival, di più ampio respiro e di maggior successo.

Una prima esperienza: i "Malsalé de Pesena", la storia turbolenta della comunità di questa frazione di Caprino, che leggenda vuole maledetta dal Barbarossa. Su un testo di Costanza Savini e per la regia di Rino Condercuri, la realizzazione di questo spettacolo teatrale, pensato per una grande rappresentazione all'aperto, ha coinvolto da vicino la gente che ha partecipato in massa alla sua preparazione, sia recitando che allestendo costumi e scenografie. Con i "Malsalé", insomma, non si è semplicemente parlato di una comunità, ma si è fatto sì che quella stessa si raccontasse, rappresentando le proprie storie.

Ma non è finita qui: un'altra storia locale è diventata teatro con la "Castellana di Rivoli", che ha preso vita su un testo che la stessa Costanza Savini ha adattato dall'omonimo romanzo di Osvaldo Perini. Con la regia di Rino Condercuri, oltre 10 attori e più di 60 tra comparse, firguranti e collaboratori hanno portato in scena un pezzo di storia (romanzata) del Medioevo locale. E, come spesso accade con BALDOfestival, in un setting "FuoriLuogo": il Forte di Rivoli è diventato scenario naturale per quest'esperienza di teatro popolare.

Poi, l'indimenticabile "Ratto della Cometti", monologo recitato da Beatrice Zuin e scritto da Renzo Segala che prende le mosse e l'ispirazione dalla ricerca svolta da BALDOfestival Donna su questa fabbrica così importante per la storia di Caprino visto che ha ospitato, e occupato, membri di tante famiglie, forse quasi di tutte. In questo caso la dimensione comunitaria del teatro riviveva nella riattualizzazione di una memoria comune, fatta dei tanti episodi legati ad un luogo, la fabbrica, parte di tante vite, e che tanto è ancora raccontato e ricordato.